delirio interpretativo

si corre, nonostante tutto il resto intorno vada piano e di correre non ce ne sia assolutamente il bisogno.
le cose statiche muoiono. effimere.
diventano contorno, di contorno pero' ce n'e' gia troppo.
siamo una generazione scritta in grassetto. la forma e' scorrevole. la sintassi e' corretta.
il contenuto lascia un po' a desiderare.





Utente: glasgo
..glasgo..



loosliving

*loading* elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela. ma come cazzo facevano secondo voi?
martedì, 09 settembre 2008

ignorare i sensi di colpa - istruzioni per l'uso


il trucco sta nell'evitare di fare buoni propositi.
è difficile, ma credetemi se vi dico che è così, un maggior numero di buoni propositi equivale ad un maggior numero di sensi di colpa per averne portato a termine, quando ben capita, solo una minuscola parte.
parte troppa piccola per screditare il mancato successo negli altri impegni.
credetemi, un buon metodo per non sentire i sensi di colpa è anche trovare dei capri espiatori. è preferibile sceglierne qualcuno che vada bene in più situazioni e tenerli pronti per l'evenienza: di solito i rimorsi si hanno quando non si riesce a rispondere all'accusa di non esserci impegnati troppo.
o quando non si è stati bravi a negare l'evidenza.
il tempo, ad esempio, è sempre un'ottima soluzione. un evergreen, come si suol dire: semplice, efficace e inossidabile.
è un fattore talmente personale che nessuno sentirà di controbattere se non con semplici battute circostanziali.
glasgo- settembre 09, 2008 21:16 | link | commenti (3)
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domenica, 17 agosto 2008

su e giù. su e giù. giù. giù...

mi rendo conto di essermi allontanato da tutta la cosiddetta blogosfera.
non è una forma di strano egoismo, visto che non ho seguito più gli altri blog tanto quanto il mio.
credo sia la rappresentazione virtuale del mio modo di comportarmi nei i rapporti umani in questo periodo.

scostante.

ci provo, apro splinder, e poi niente. è il periodo in cui non ho il tempo di scrivere qui.
non voglio rispettare i limiti che il linguaggio blog inevitabilmente pone.

come nella vita anche qui non è una delle fasi migliori.
come nella vita anche qui passerà. e tutto tornerà al suo posto.

glasgo- agosto 17, 2008 14:40 | link | commenti
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venerdì, 25 luglio 2008

mortville e i suoi curiosi (?) abitanti...

raramente ho pensato 'ma cosa cazzo sto guardando?' mentre vedevo un film.
non so se è per via dell'acquisizione (ormai da un pezzo) totalmente compiuta di quel modo di intrattenere e, non sempre però, di comunicare dei fumetti, che così poco si pongono dei limiti, ma di solito io giustifico più cose di quante se ne dovrebbero/potrebbero giustificare vedendo un film: il ricorrere ad elementi e situazioni irreali e poco verosimili in una storia realistica ad esempio, o l'incongruenza di alcuni dialoghi, o anche la totale mancanza di chiarezza della storia, o ancora l'ingiustificabile ridicolaggine di certe soluzioni in trame che chiamare così è tanto.
se la pellicola sa intrattenermi, mi piace.
se in qualche modo mi emoziona mi piace ancora di più (con tutte le cosenguenze che comporta).
questo è, in breve, un funzionale riassunto del mio criterio di giudizio. semplice.
banale?
vedendo per la prima volta nuovo punk story, di john waters, sotto vivissimo consiglio di persone abbastanza fidate, mi sono domandato più e più volte cosa cazzo stessi guardando.
c'è un alone acido di malattia, finzione e schifo che pervade tutto il film.
è forse la cosa più volutamente trash che abbia mai visto e neanche il glorioso finale riesce nel difficile compito di lavare il marciume che tutte le immagini prima ti ficcano accuratamente sotto gli occhi.
è un film dissacrante e imperfetto. che si preoccupa solo di scioccare e, se si decide di accettare quel tipo di linguaggio, divertire. e ci riesce bene, a divertire, e credetemi quando vi dico che davvero nulla è preso sul serio: mette in gioco corpi nudi e stupri autorizzati e rapporti lesbo ed evirazioni caserecce.
non è un film profondo, diciamo la verità, è inutile cercarvi chissà quale significato o denuncia, si tiene volutamente lontano da ogni presunzione artistica e ne esce vittorioso.
è quanto di più anti-artistico abbia visto fino ad adesso.

ma è anche un film d'autore. john waters è il nome intorno al quale il cinema indipendente degli anni settanta gira e prende spunto per disturbare i conformisti e il senso comune (per la cronaca gli inizi della sua carriera si piazzano negli anni sessanta e nuovo punk story è targato '77. tondo tondo).
certo, è un autore di culto. e andando avanti con gli anni il suo stile si è alleggerito.
anche se i suoi film rimangono delle gagliarde frecciatine al solito perbenismo, viene accettato dai sistemi commerciali a partire da hairspray. grasso è bello, (si, la versione originale è la sua), del 1988, e viene regolarmente distribuito.
siamo oramai lontani dalle videocassette di importazione e da scene in cui veri escrementi di cane venivano mangiati per davvero.
la salvezza, comunque, rimane sempre ben distante dalle sue pellicole.

è già da un pezzo che ho deciso di approfondire il discorso waters perché so che ha fatto anche di meglio.
o peggio?
mah... meglio o peggio, in questo caso, non cambierebbe proprio niente.
glasgo- luglio 25, 2008 14:14 | link | commenti
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giovedì, 10 luglio 2008

ogni riferimento fittizio a persone vere o fatti realmente accaduti è voluto...

oggi ho visto una caricatura di una vecchia diva di hollywood, sul treno.
e mentre guidavo ho visto una bella ragazza che, non so perché, secondo me compiva il compleanno passeggiando sotto il sole.
e ho visto, dopo tanto tempo, un ragazzo davvero felice che guidava la macchina per strade semivuote.
aveva la maglia dei carcass. ma ascoltava i clap your hands say yeah e cantava di cuore.
glasgo- luglio 10, 2008 14:21 | link | commenti
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mercoledì, 18 giugno 2008

avevo scritto un bel post ma ora non esiste più...

splinder di merda.
glasgo- giugno 18, 2008 23:25 | link | commenti (1)
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domenica, 08 giugno 2008

la "vittoria" sulle catene - il Buio è la mia casa...


non puoi prendertela così! neanche mi conosci...
si, è vero, ma la tua freddezza/lontananza mi fa male.
più male di quella di tutti gli altri.
anche se praticamente non ti conosco e non ha molto senso.
vorrei essere più nelle tue parole che nella mia testa...
ma tu desideri cose irraggiungibili!
solitamente, dopo un po', la gente smette di volerle...
a quanto pare io non sono così.
non ci riesco...
e ti giuro, è una cosa di me che odio profondamente.
 ma non saresti più tu!
è anche questo quello che mi piace di te.
sei un sognatore...
i sognatori non hanno futuro.
non più.
mi sono rotto di torturarmi per voi.
non sono solo catene...
non fare così.
spero ti passi... capita di avere una giornata no.
aspetta un attimo, torno subito.
ok.
...
ci sei?
l'hai letto poi quel libro di welsh che ti ho regalato?
il lercio?
si. l'hai letto?
devo finirlo, mi sta piacendo.
e se ti dicessi come finisce?
 a dire il vero preferirei evitare.
a meno che non sia strettamente necessario...
più che necessario direi che è inevitabile.
aspetta che attivo la webcam, accettami.
perché?
 dammi un attimo allora che l'attivo anche io...
no! non attivarla.
non voglio vederti.
perché???
ma che cazzo significa?!
mi vedi?
si, ma non c... che cazz... non vedo bene.

il ragazzo sale su una sedia. al collo ha un cappio.
ha fatto lui la maglietta che indossa, c'è scritto sopra: E' STATA COLPA TUA a grosse lettere nere.
si lancia giù. si agita ancora un altro po' prima di fermarsi e lasciarsi dondolare.
la ragazza guarda tutto tramite webcam. non sa cosa fare e manda trilli sperando che lui risponda.
qui non si corre il rischio di sbagliare persona.
(almeno questo, con quello che costa la vittoria...)
glasgo- giugno 08, 2008 22:26 | link | commenti (2)
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domenica, 25 maggio 2008

r e c i n t a r e . . .

quanto il mondo esterno ti colpisce dentro?

sono un recidivo.

r e c i d i v o .
r e c i p i e n t e
r e c i s o
r e c i t a t o r e
r e c i p r o c o ?
r a s s e g n a t o . . .
solo un cameo di un curioso personaggio fuori contesto.
prima o poi anche lei passerà.
glasgo- maggio 25, 2008 15:32 | link | commenti (1)
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domenica, 20 aprile 2008

più o meno il solito fatto di cronaca...

qua funziona così.
c'è questo gran parcheggio fuori mano, di notte mezzo deserto, dove se si cerca un certo tipo di compagnia la si trova sempre. basta fare un giro lento tra le poche macchine parcheggiate, fermarsi un po' più giù e fare un paio di colpi con i fari, aspettare che siano ricambiati e andare a trattare con l'amico di turno sul da farsi.
parliamo chiaro, qui la gente viene per chiavare.
è uno di quei posti che hanno un loro funzionamento preciso, il loro linguaggio in codice fatto di abbaglianti e parole a mezza bocca, ma che se non sei omosessuale non conosci.
una fiat uno verde bottiglia abbaglia una punto bordeaux che si è appena parcheggiata più in là.
la punto ricambia.
nella uno ci sono tre ragazzi, ma solo i due seduti davanti sono visibili, l'altro è allungato sul sedile posteriore.
si muovono a fari spenti e si accostano alla punto. dentro c'è un signore di mezza età, un po' fuori forma, con un accenno di calvizie, che abbassa il finestrino.
dal sedile anteriore del passeggero un ragazzo - avrà massimo vent'anni - domanda, con voce delicata:
- ciao, che fai? aspetti qualcuno?
dalla punto:
- eh, questa sera cerco un po' di compagnia ma, ahimè, non si trova nessuno. voi, che fate?
- anche noi in cerca di compagnia... beh... vedi la macchina lì giù? sono quattro amici nostri, vuoi unirti a noi?
il guidatore della uno fa un colpo di abbaglianti e la macchina indicata poco prima dal ragazzo con la voce delicata ricambia, come a far vedere un rapporto di complicità. è una vecchia panda di un rosso triste e noioso.
potrebbe essere padre di tutti loro, ma al tizio di mezz'età non interessa:
- ah... ma... voi siete abituati a fare queste cose grandi?
- beh, a dire il vero così grandi no... ma questa è una sera speciale...
- io... io non ho problemi, ecco. io sono d'accordo... ma a casa mia tutta questa gente non posso portarla...
- non ti preoccupare, la casa ce l'abbiamo noi. questa è una sera speciale, è il mio compleanno.
dice il ragazzo sorridendo.
- è il tuo compleanno?! beh, allora non posso proprio rinunciare...
dice il signore soddisfatto. scende dalla macchina, la chiude e aspetta che il ragazzo dalla voce gentile lo faccia entrare - la macchina è a tre porte - e pensare che aveva avuto quasi paura di non trovare nessuno.
dal posto del passeggero esce fuori un bel ragazzo, sorridente, che gli alza il sedile e lo invita ad entrare.
il signore china il capo per entrare e mette dentro una gamba, viene preso con forza e sbattuto sul sedile posteriore.
la uno si affretta a ripartire, seguita a fari spenti dalla panda.

le macchine entrano in un lungo viale non illuminato e arrivano ad un'abitazione.
parcheggiano sul retro, lo fanno scendere a forza tenendolo sempre per il collo e lo portano in un garage. anche se urlasse non cambierebbe niente perché qui intorno non abitano molte persone, la casa è in piena zona industriale.
lo buttano a terra, tra calci e sputi, e tutti gli si mettono intorno, col cazzo di fuori, lo minacciano con un coltello da cucina e lo costringono a fare quel che vogliono.
- dai, comportati bene, è il mio compleanno...

il signore è steso per terra, è stato malmenato e violentato più volte, è nudo e sporco ma per fortuna sul suo corpo non c'è alcun segno di lama. segni di percosse ovunque, ma non sul viso.
è stremato e respira a fatica, tossisce. gli esce sangue dall'ano.
il ragazzo dalla voce gentile si gira verso i suoi amici, tutti si sono rivestiti e lo guardano soddisfatti, lui sorride e domanda:
- come è andata questa volta?
- uff... figliuolo, tu e i tuoi amici ci andate giù pesante... coff coff... per un po' ho temuto di non uscirne vivo...
- beh, papà, l'avevamo deciso insieme, ora non vorrai metterti a fare i soliti rimproveri?!
- no... siete stati in gamba... state migliorando... coff coff... solo che non sono più un giovanotto, siete tanti... e la prossima volta facciamo a casa di qualcun altro, per favore...
gli risulta faticoso parlare, i calci gli devono aver incrinato qualche costola.
è ancora steso a terra tutto nudo, rannicchiato e pesto di lividi.
- beh, papà, ma il garage e la casa isolata ce l'abbiamo solo noi. dai, ti prometto che domani pulisco io.
la notte sta per finire, di tempo ne è passato e fuori c'è il crepuscolo...
con grande sforzo cerca di alzarsi, viscido e tremante, ma scivola su una chiazza di fluido corporeo e ricade con forza sul pavimento.
- domani devo prendermi un giorno libero... mmm... mi brucia il culo e mi fanno male i fianchi
...
- dai papà, alzati. dammi la mano che ti aiuto...
- 'fanculo, lasciami dormire qua...
glasgo- aprile 20, 2008 22:49 | link | commenti (3)
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venerdì, 11 aprile 2008

aghi. ovvero come rassegnarsi alla vita e alle scelte degli altri...

mi muovo nella stanza distratto, dimentico ogni volta qualcosa e faccio mille volte avanti e indietro.
eppure non devo prendere niente che non siano le solite chiavi, portafoglio e cellulare.
ah si... il braccialetto, la collana...
mi hanno detto che significa avere problemi affettivi.
rapporti umani al macello.
prendo un paio di aghi e li infilzo nella guancia destra. fa male e chiudo gli occhi.
li riapro lentamente e, tenendo la bocca un po' aperta, mi muovo nella stanza. sempre più disinvolto.
alcuni dolori sono sopportabili.

rimango con un ago ficcato nella guancia.
nella scatola non trovo nessun piercing utile.


ne scelgo uno da darti la prossima volta.
ho paura che parta. o che non torni...
ci sono mille modi per perdere e trovare una persona.

ritrovare, invece, è più difficile.

e cercando di cambiare le cose che non vanno bene di loro, spesso le persone che ci piacciono finiscono per perdere quelle caratteristiche che ce le hanno fatte piacere davvero.
è un peccato.
la consapevolezza è forza. ma anche rassegnazione.
glasgo- aprile 11, 2008 21:04 | link | commenti (4)
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mercoledì, 26 marzo 2008

- senza titolo -

camminiamo per strade sconosciute, poco illuminate, fidandoci solo delle (neanche troppo precise) indicazioni che riusciamo ad avere qua e là.
si ferma una macchina più avanti. vediamo che spostano gli zaini dal sedile posteriore, aprono il finestrino.
anche loro hanno evidentemente capito che siamo diretti al concerto.
ehi ragazzi, salite che magari voi sapete dov'è il vidia club. dicono, attraverso il finestrino.
non sappiamo dov'è il vidia però abbiamo chiesto informazioni e dovrebbe stare qua dietro sulla destra. rispondo.
vabbè, salite lo stesso se non avete paura.
saliamo. ci passano una birra e ci si presenta.
domando chi dei due suona la batteria, dal momento che in macchina ci sono almeno una dozzina di bacchette. dallo stereo esce musica piacevole e dalle loro bocche espressioni divertenti.
e un sacco di bestemmie fantasiose. di quelle che fanno ridere però, non di quelle che, mentre le ascolti, ti annoi perché troppo lunghe e intricate.
probabilmente ispirato dalla mia domanda nicola, il ragazzo alla guida, domanda chi di noi fosse batterista.
si gira e guarda me, forse perché gliel'ho domandato io o perché dal sedile anteriore sinistro, girando la testa, il posto più facilmente raggiungibile con gli occhi è il mio. faccio un sorso di birra e gli indico beppe.
però hai visto? manca chris pennie dio boia. questa cosa mi fa troppo rodere. dice. parla con beppe ma rivolge la domanda a tutti. noi diciamo che siamo più per il nuovo batterista e bla bla bla.
poi dicono che non hanno nessun problema a darci uno strappo al ritorno, fino alla stazione di cesena.
tanto domani è pasqua. che ci frega di pasqua? dicono.
infatti, che ci frega di pasqua?!
sono espansivi e mai fastidiosi e in mezz'ora ci fanno capire il loro modo di vedere le cose meglio di come lo fanno le persone con cui siamo sempre a contatto. solitamente persone davvero troppo pretenziose.
arriviamo al vidia, facciamo la fila insieme ed entriamo.
c'è buona musica anche prima che inizi il concerto e facciamo un giro del locale per vedere come è fatto.
ognuno si prepara a modo suo, la band inizia a suonare e ci si perde di vista.
speriamo, e per fortuna succederà, di rincontrarli fuori.
glasgo- marzo 26, 2008 16:14 | link | commenti (6)
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